Il global warming riporta gli incendi al Polo Nord dopo 10.000 anni

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Giovedì, 28 Luglio 2011

 

Il riscaldamento globale del Pianeta ha innescato, dopo 10.000 anni di assenza, i grandi incendi nel Circolo Polare Artico con il rilascio di una quantità di anidride carbonica enorme. Dati specifici su questo fenomeno sono stati riportati in uno studio coordinato da Michelle Mack, dell'università della Florida a Gainesville e pubblicato su Nature. Secondo lo studio un solo incendio nella tundra dell'Alaska, nel 2007, ha liberato nell'atmosfera tutta la CO2 intrappolata da quel sito in 50 anni.

Innescato da un fulmine, l'incendio ha colpito l'area del fiume Anaktuvuk, mandando in fumo 1.039 chilometri quadrati di vegetazione- hanno informato i ricercatori- L'area era visibile anche dallo spazio e ha rilasciato 2,3 milioni di tonnellate di anidride carbonica nell'atmosfera: il doppio del gas serra che una città grande quanto Miami immette nell'atmosfera in un anno. Analizzando le tracce lasciate dall'incendio sul suolo e datando al radiocarbonio i resti bruciati, gli studiosi hanno dimostrato che l'anidride carbonica liberata era quella immagazzinata dalla tundra in 50 anni.

«Si sa poco degli effetti degli incendi sul ciclo della CO2 nell'ecosistema della tundra- ha detto Mack- Si riteneva che il suolo umido e freddo e il sottostante permafrost, ossia lo strato di terreno permanentemente ghiacciato, potessero tenere lontani gli incendi. Tuttavia, da quando l'estate artica è diventata più calda e asciutta in seguito al riscaldamento globale, gli incendi stanno diventando di casa anche a ridosso del Polo Nord e non più soltanto alle latitudini più temperate, dove mettono a rischio foreste come quelle del parco di Yellowstone. Il fenomeno- ha concluso l'autore della ricerca- potrebbe accelerare il riscaldamento globale» con effetto del cane che si morde la coda.

Oltre alle preoccupazioni globali ci sono quelle per un ecosistema specifico come la tundra, che rischia di scomparire «se la frequenza di questi incendi ha lunghi intervalli, da 80 a 150 anni, la tundra ha il tempo di rigenerarsi- ha sottolineato uno degli autori, Syndonia Bret-Harte, dell'università dell'Istituto di Biologia Artica dell'Alaska a Fairbanks- Ma se questi incendi avvengono sempre più frequentemente, al ritmo di uno ogni 10 anni, e in questo modo, la vegetazione non avrà il tempo di rigenerarsi». (greenreport.it)

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