CANBERRA, Australia -- I venti hanno soffiato più veloci e le onde sono state più alte negli oceani in questi ultimi 25 anni. Lo sostiene uno studio dell'Università di Canberra pubblicato sulla prestigiosa rivista "Science".
Non è chiaro se si tratti di un andamento di breve periodo o invece un sintomo a più lungo termine del cambiamento climatico. Qualunque sia la causa, gli esperti prevedono per i prossimi anni uragani e cicloni più frequenti.
Il team di ricercatori guidato da Ian Young, ha analizzato i dati del satellite tra il 1985 e il 2008.
Intanto dalle ricerche nel Mar Artico arriva un nuovo allarme: la calotta polare non è mai risultata così ristretta da quando sono inziate le misurazioni satellitari. Lo scorso febbraio, il National Snow and Ice Data Center americano ha infatti rilevato un’estensione di 14,36 milioni di chilometri quadrati: quasi un milione sotto la media trentennale calcolata dal 1979.
Secondo i dati diffusi dall’istituto, la calotta polare è risultata sotto la media sia sul versante atlantico che su quello pacifico, in particolare sul Labrador Sea e sul golfo di St. Lawrence. La tendenza del ghiaccio polare a diminuire, anche nei mesi invernali, è costante da diversi anni. I dati rivelano, infatti, che dal 2004 l’estensione della calotta nel mese di febbraio è stata sempre al di sotto dei 15 milioni di chilometri quadrati, cosa mai capitata prima. (Scienze.tv)
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