Legambiente contro l'uso dei diserbanti ai bordi delle strade provinciali

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Domenica, 23 Maggio 2010

 

Legambiente prende posizione contro l'uso indiscriminato dei diserbanti che alcuni privati e -a quanto pare- la stessa Provincia di Ascoli stanno facendo ai lati delle strade provinciali e non solo.

"Il problema è stato segnalato da diversi abitanti della zona di Ripatransone e della zona di Comunanza-Montemonaco "scrive Legambiente in una sua nota.

"Dobbiamo constatare purtroppo il ritorno della pratica incivile di utilizzare i diserbanti per risolvere rapidamente i problemi dovuti alla ricrescita dell' erba ai lati delle strade provinciali. Si tratta di una pratica molto dannosa, che comporta conseguenze gravissime sull' ecosistema e distrugge l'immagine del nostro territorio a vocazione agricola e turistica".

"I veleni che questi signori utilizzano per distruggere l'erba - spiega Legambiente - infatti comportano conseguenze gravissime perché essi vanno ad inquinare le falde acquifere e con il dilavamento entrano anche a far parte della catena alimentare".

A quanto pare la stessa Provincia fa uso di questi veleni, forse per risolvere con poca spesa il problema della ripulitura dei lati delle strade provinciali.

I diserbanti che i privati e la Provincia di Ascoli autorizza per la pulizia dei bordi delle strade rimangono sul terreno in grandi quantita', e tutte quelle erbe e fogliame secco con l'aumento della temperatura estiva costituiscono un rischio elevato di incendio (basta una cicca di sigaretta); viene inquinata la falda freatica con conseguenze sui campi circostanti anche lontani.

In questo modo viene compromessa la possibilitò di promuovere il nostro territorio come un territorio votato alle coltivazioni biologiche. Inoltre con questa pratica si arreca un grave danno alla biodiversita' perche' il diserbante distrugge tutti i tipi di piante; viene eliminato quel poco di habitat che rimane per le api che sono fondamentali per la sopravvivenza dell' agricoltura.

"Se questa pratica incivile dovesse continuare - avverte Legambiente - saremo costretti a rivolgerci alle autorità competenti per chiedere che venga riconosciuto il danno ambientale. La provincia di Fermo, che pure aveva imboccato inizialmente questa strada, pare stia tornando ad utilizzare metodi più tradizionali". (ilquotidiano.it)

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