Case, paesaggi, agricoltura. I saperi "green" dei nostri avi

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Sabato, 15 Maggio 2010

 

RACCOGLIERE la pioggia in grandi cisterne, costruire tetti verdi per sostituire i condizionatori d'aria o edificare abitazioni con pareti che non solo captano l'acqua ma la restituiscono. Depurata. Oppure vivere in una casa ristrutturata con le malte tradizionali invece che con il cemento, per dimezzare le emissioni di gas serra e la bolletta elettrica degli appartamenti moderni. L'edificio diverrebbe coibentato e l'isolamento varrebbe almeno 5 gradi sia d'inverno che d'estate. Risultato, un risparmio di oltre 2 tonnellate di anidride carbonica per ogni casa. E ancora. Coltivare le zone aride utilizzando reti di gallerie orizzontali per l'irrigazione, come si faceva in Cina o nel Sahara o nella Puglia di 6000 anni fa. Si eviterebbe lo spreco di 300 metri cubi di acqua per ettaro al giorno e riusciremmo a tagliare anche 13 tonnellate di anidride carbonica all'anno sullo stesso ettaro di campo. Basta poco per conseguire questi risultati. Nessuna tecnologia d'avanguardia quanto piuttosto uno sguardo al passato: alle tecniche "green" usate dai nostri avi.

Tecniche tradizionali che risalgono alla preistoria possono oggi essere riproposte come pratiche ottimali per la rigenerazione dei suoli, il risparmio idrico e la lotta alla disertificazione. Le storiche "invenzioni" per risparmiare energia ed emissioni sono tantissime. Ma sono in pericolo. Rischiano di essere dimenticate da governi, amministrazioni e cittadini. Ecco perché è necessario raccoglierle e classificarle in un'unica banca dati. E' da questa convinzione che nasce l'Istituto per le conoscenze tradizionali (Itki), una grande Banca della Terra che mette a disposizione di governi, amministrazioni pubbliche e cittadini 700 grandi famiglie di tecniche "salva-ambiente" sopravvissute allo scorrere del tempo. Un progetto dell'Unesco nato dalla partecipazione della società Ipogea, del sindaco di Bagni a Ripoli dove sorgerà il Centro, della provincia di Firenze, e di una una folta delegazione di sindaci e amministratori dell'area e tanti altri. "E' sorto tutto dai sassi di Matera, una città troglodita che ha avuto un grande successo - spiega Pietro Laureano, uno dei consulenti dell'Unesco - da lì, dopo molti sopralluoghi ci siamo chiesti: 'Perché non dare vita a un centro internazionale'? Ed ecco qui. Si tratta - conclude Laureano - di un patrimonio immateriale trasmesso di generazione in generazione. Saperi del passato di grande utilità nel presente. Riadattabili ai tempi moderni attraverso un uso innovativo del sapere". Per dare vita, già da quest'anno, alla terza rivoluzione industriale della green economy. Ecco dunque alcune delle tecniche tradizionali classificate per "tema e mestiere".

Agricoltura. I fossati drenanti vennero realizzati per la prima volta dalle popolazioni neolitiche. Trincee a mezza luna che drenano l'acqua e fungono da abbeveratoi. Grazie al loro impiego, l'acqua atmosferica nelle caverne o tramite muretti di pietre calcaree si condensa. Ecco uno dei modi "tradizionali" per produrre acqua in condizioni di aridità. E ancora. Le gallerie drenanti, sistemi basati sulla gravità, permettono di irrigare i terreni senza l'uso di energia. E nella Banca della Terra è custodito anche qualche "segreto" antico contro la lotta all'erosione: l'inerbamento e la semina sul duro. Lasciamo crescere l'erba sotto i frutteti e seminiamo grano sul terreno non arato. I nostri avi insegnano: le frane diminuiranno e il terreno ne gioverà.

Architettura. Il tetto giardino a Tokyo è ormai legge. Sono 576 i grattacieli "verdi". Così come anche a New York e in molte città del Nord Europa. Reminiscenza dei giardini pensili di Babilonia, mantengono una situazione climatica ottimale nelle abitazioni e permettono il risparmio energetico oltre a costituire spaziosi terrazzi pensili. Il risparmio elettrico è immediato. Mentre l'acqua piovana assorbita dalle piante può essere riutilizzata per uso sanitario. Nel campo del riciclaggio dei rifiuti, poi, la storia insegna che funzionano bene i mini composter collocabili nei giardini o in aree comuni del quartiere, capaci di assorbire i rifiuti organici e fornire direttamente humus per la terra.

Paesaggio. Formaggi, affettati, olio e vino. La produzione tipica alimentare, le pratiche di lavorazione e le capacità artigianali sono le basi su cui si fonda la tutela della qualità del paesaggio. I sistemi di produzione antica sono possibili grazie al mantenimento delle tecniche tradizionali di organizzazione dei suoli: come nel Vallese dove è ancora in uso il sistema di prese d'acqua dalle sorgenti dei ruscelli e dai ghiacciai. O come nella Loira dove la tecnica tradizionale delle abitazioni troglodite è mantenuta per preservare le terre dove si coltivano vini di qualità.

Sono tanti gli "strumenti" antichi per risparmiare energia e ridurre le emissioni nocive. Tanti e in pericolo perché, spesso, governi, cittadini e amministrazioni locali dimenticano la loro esistenza. Ecco allora che interviene la Banca della Terra. Per riaprire quel grande archivio di milioni di saperi antichi ma attuali. (Giulia Cerino - repubblica.it)

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