Torquati: «Il pesce scompare, colpa del Powerboat?»

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Sabato, 20 Giugno 2009

 

SAN BENEDETTO DEL TRONTO - Nazzareno Torquati, ex assessore del Comune di San Benedetto, esprime la sua opinione sulle gare di Powerboat che hanno interessato e interesseranno le acque marine antistanti a San Benedetto, scrivendo una lettera indirizzata a Riego Gambini, che diverse volte è intervenuto su questo tema nel nostro giornale.

Caro Riego,
se ciò può darti conforto in questa tua presa di posizione verso i bolidi del mare non sei solo.
Esiste una vasta area di persone che ha da tempo una coscienza ambientale consolidata ma che, purtroppo, non trova uno strumento per unirsi e manifestare il proprio dissenso.
In questo periodo abbiamo assistito lungo la nostra costa ad una verticale caduta delle quantità pescate con le tradizionali retine, nasse e cerchi. Seppie, bomboletti, buatti sono come scomparsi.
Una cosa del genere non si ricorda a memoria d’uomo.
Negli anni passati la diminuzione della pesca è sempre stata costante ma mai come quest’anno.
E’ forse il primo effetto del Powerboat dell’anno scorso?
Si vuole forse accelerare la desertificazione delle coste picene per poi dedicarle solo a corse dei bolidi?
Ormai notizie preoccupanti sull’aumento dell’ acidità delle acque marine, dovuto al biossido di carbonio (CO2), che determina il cambiamento nella composizione chimica dell'acqua e quindi una diminuzione della sua capacità di assorbire i suoni, sono all’ordine del giorno.
Per questo motivo sono frequentissimi gli spiaggiamenti dei cetacei e le morie inspiegabili di colonie molluschi e pesci.
A mio parere, e questo vale per ogni cosa che ha a che fare con la natura, prima di intervenire su di essa bisogna calcolare costi e benefici.
Vale la pena di organizzare qualche giorno di spettacolo per poi pagare conseguenze così gravi? (sambenedettoggi.it)

PS Caro Nazzareno, probabilmente, anzi certamente, non possiamo considerare tali manifestazioni la causa scatenante della lunga serie di problematiche che il Mare, gli Oceani, i corsi fluviali, le sorgenti freatiche, ecc. stanno subendo per colpa dell'azione sconsiderata dell'essere umano, ma di certo sono un segnale inequivocabile della presunzione di onnipotenza che esso esprime attraverso simili comportamenti. Non ha sortito praticamente alcuna reazione da parte dell'opinione pubblica l'affermazione del Presidente della Federazione Nazionale di Motonautica, il Sig. Vincenzo Iaconianni, che qualche giorno fa, candidamente, dichiarava l'utilizzo di carburanti e lubrificanti biodegradabili da parte delle veloci imbarcazioni che partecipano ai vari campionati di motonautica estrema. Perché allora non andiamo tutti a rifornirci presso questi miracolosi distributori di oli, di benzina e di gasolio? Quelle imbarcazioni inquinano meno di navi da diporto? Ma allora mi chiedo: quanto inquinano le navi da diporto attualmente in circolazione? Se questa Federazione fosse veramente impegnata in una campagna di serio rispetto ambientale, dovrebbe evitare di organizzare queste manifestazioni dato che le imbarcazioni che vi partecipano sono anni luce distanti dal principio “impatto zero per l'ambiente” di cui il Presidente parla. Ma infondo è come chiedere ad un cacciatore se in generale ritiene la caccia un bene o un male: per evitare una risposta scontata evito di chiederglielo.

A riguardo queste manifestazioni agonistiche che si sono svolte a San Benedetto del Tronto lo scorso fine settimana la stampa ha scritto: "...migliaia le persone che hanno assistito allo svolgimento delle gare...". Io vorrei rettificare questa informazione parzialmente non veritiera, dato che le migliaia di persone di cui qualcuno si vanta erano venute al mare principalmente per godersi un po' di riposo e di caldo sole e credo che molte di loro avrebbero preferito ascoltare il "rumore" del mare al posto del rombo dei motori, anche perché, se la memoria non mi inganna, a San Benedetto del Tronto non passa di certo inosservata l'opera del Maestro Ugo Nespolo che artisticamente ne ha esaltato le proprie sonore "tonalità" cromatiche.

Sperando che ciò non risulti banale, ti ringrazio profondamente per questo gesto di amichevole solidarietà che trasformo immediatamente in un carburante, che a differenza di quello miracoloso menzionato in precedenza, spero risulti essere altamente inquinante, invasivo e che sviluppi chiaramente un alto rischio di contagio. Di nuovo grazie. Riego Gambini

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