Martedì, 18 Novembre 2008
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Il
segretario generale dell´Onu, Ban Ki-moon, ha inviato una lettera ai
dirigenti del G20, che si riuniranno domani a Washington per discutere della
crisi finanziaria, nella quale chiede loro di agire immediatamente per
impedire che questa crisi diventi una tragedia umana.
«I Paesi più poveri e i più vulnerabili, particolarmente nei Paesi in
via di sviluppo, saranno i più colpiti da un forte rallentamento della
crescita economica. Speriamo che la riunione del G20 questo week-end prepari
il terreno per delle riforme che impediscano il ritorno di questo tipo di
crisi che stiamo vivendo attualmente, ma noi dobbiamo, proprio per questo,
unire le nostre forze
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per agire immediatamente al fine di impedire che la
crisi finanziaria diventi una tragedia umana. Le
riforme non possono essere limitate solamente alla
regolamentazione del settore finanziario. Esse
devono riguardare la sicurezza umana compresi il
cambiamento climatico, la prevenzione dei conflitti
e l´eradicazione della povertà. Se centinaia di
milioni di persone perdono i loro guadagni
quotidiani e se le loro speranze per l´avvenire sono
distrutte a causa di una crisi della quale loro non
sono assolutamente responsabili, la crisi umana non
resterà solamente economica».
Ba Ki-moon, che sarà anche lui a Washington insieme ai grandi del pianeta, pensa che sia «indispensabile che la riunione del G20 segnali senza ambiguità una comune determinazione a superare questa crisi, ad agire insieme e rapidamente e a dare la solidarietà a coloro che ne hanno più bisogno». Magari cominciando a mantenere le promesse fatte per realizzare gli Obiettivi del millennio per lo sviluppo, per questo Ban ha fatto presente che oltre 170 Paesi del mondo non saranno presenti alla riunione del G20 e che sarà compito suo far sentire la loro voce al summit di Washington.
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