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LONDRA, Gran Bretagna -- Il moscerino del lago Myvatn in Islanda, alla base dell’ecosistema della zona, è un laboratorio perfetto per studiare l’equilibrio ambientale del pianeta. L’analisi delle sue fluttuazioni ha svelato come anche una minima interferenza dell’uomo possa innescare cambiamenti imprevedibili.
Ne è convinto un gruppo di ricerca coordinato dall’Università del Wisconsin e Madison che per le sue conclusioni ha guadagnato la copertina della rivista Nature.
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Il moscerino Tanytarsus gracilentus, famoso perché durante la schiusa delle uova si solleva in nugoli sull’aria del lago tanto da tingerla di nero e dopo essere morto ricopre tutta la superficie dello specchio d’acqua, è un grande divoratore di alghe. Da solo costituisce i due terzi degli erbivori del lago ed è a sua volta, la fonte principale di cibo per gli uccelli e i pesci.
“La sua popolazione subisce enormi fluttuazioni ogni quattro-sette anni. Se il nostro modello è corretto questi cicli sarebbero sensibili anche al più piccolo mutamento dell’idrologia del lago” spiega Anthony Ives zoologo alle università di Wisconsin e Madison.
Secondo lo studio i moscerini possono apparire in cicli di altissima, grande o regolare abbondanza ma piccole variabili naturali, temperature e vento, o causate dall’uomo possono imprevedibilmente capovolgere tutto.
“Questa scoperta è importante perché suggerisce la possibilità di costruire potenti modelli per prevedere cosa può accadere come risultato di entrambi i cambiamenti, naturale e indotto dall’uomo come quello collegato al surriscaldamento” conclude Ives.
Daniele Marucci
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