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ROMA -- Lampioni, insegne al neon e fari puntati verso l'alto rendono ormai quasi invisibili le stelle. Per verificare l'inquinamento luminoso a livello globale, il 25 febbraio è partita la terza edizione di "Globe at night", una campagna di monitoraggio che, con la collaborazione dei cittadini e attraverso internet, permetterà di raccogliere preziose informazioni sul fenomeno.
Orione, la costellazione invernale per eccellennza, una delle più facili
da individuare, è stata selezionata come indicatore per capire lo stato di
salute del cielo notturno. |
Fino all'8 marzo, chiunque potrà uscire di casa un'ora dopo il tramonto, valutare la magnitudine, cioè la luminosità delle stelle che la compongono e inviare ad un database il risultato della propria osservazione attraverso il sito web dedicato all'iniziativa (www.globe.gov). Nel sito è spiegato passo dopo passo il procedimento per valutare la magnitudine delle stelle.
A promuovere la campagna è Globe, un progetto internazionale di monitoraggio di acqua, atmosfera e suolo. "Si tratta di una rete che mette in comunicazione studenti, insegnanti e ricercatori - spiega il referente per l'Italia Sandro Sutti -. Fino a tre anni fa era gestita dalla Nasa, ora a guidarla sono tre università statunitensi. I dati raccolti sono messi a disposizione per uso didattico o per scopi scientifici".
Già da tempo in diverse zone del pianeta, moltissime costellazioni sono invisibili in un cielo notturno che appare grigiastro o arancione. Orione resiste ancora quasi ovunque grazie alla luminosità delle sue stelle, ma, come è evidenziato dai risultati di "Globe at night", nelle aree più densamente popolate la sua sagoma è sempre meno individuabile.
Elisabetta Moretti
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