Onde devastanti, l’arenile non c’è più

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Martedì, 2 Dicembre 2008

 

MARTINSICURO - Devastante. Questo l’unico aggettivo per definire l'impatto delle ultime mareggiate lungo la costa di Martinsicuro e Villa Rosa. A differenza di Tortoreto ed Alba, la città truentina non riesce a contenere ed arginare la furia dell'Adriatico che quasi ogni inverno manda a monte le opere di ripascimento morbido messe in atto nei mesi precedenti. Ma adesso l'erosione è giunta a livelli drammatici. Ieri mattina farsi un giro sul lungomare significava rendersi conto che la spiaggia in alcuni tratti non esiste più. Cominciando da nord, si vedono gli chalet Portofino, Bagni Massimo e Eden Gala le fondamenta dei quali vengono prese d’assalto dalle onde.

Davanti alle tre strutture, non resta nemmeno un centimetro di spiaggia, solo qualche masso a protezione dei basamenti.

Ma se la situazione della zona centro-nord del Comune era già nota ai più, stupiscono invece le condizioni in cui versa l’area più a sud del litorale: quella compresa tra Bagni Da Maria e Il Brigantino fino al confine con Alba. Una lunga fascia che era stata oggetto esattamente due anni or sono di un grosso intervento di ripascimento morbido con fondi Cipe. Nove milioni di euro che, oggi, paiono sfumati nel nulla. Quella di dicembre del 2006 fu un’operazione molto innovativa: la Società Italiana Dragaggi in soli quattro giorni riuscì a prelevare dal fondo dell'Adriatico, a 40 miglia dalla costa e in corrispondenza del fiume Tronto, la sabbia necessaria al ripascimento e a trasportarla nella zona interessata attraverso una potente idrovora e tubi saldati.

Allora la spiaggia aumentò di 30 metri, toccando punte di 45 metri. Già nell'autunno del 2007 gli sforzi compiuti, però, vennero in parte vanificati ed oggi sembra non esserci più un solo granello di sabbia dei lavori del 2006.

E gli operatori tanto della zona di Martinsicuro che di Villa Rosa restano sul piede di guerra. Non sanno a chi rivolgersi perché è neccessario un intervento strutturale a questo punto. Ma il Comune non ha assolutamente tale disponibilità di fondi e tanto meno ce l’ha la Regione, come fatto sapere dagli assessori Micozzi e Vagnoni dopo il viaggio a L’Aquila. Bisogna aspettare l'insediamento della nuova giunta d'Abruzzo e successivamente attendere l'assestamento di bilancio. Tempi lunghi per i concessionari.

“Il 4 dicembre - spiega Gianfranco Cellini della Fab - andremo, come associazione, a parlare con l’ingegner Carlo Visca e cercheremo di capire se ci sono altri fondi per la zona centrale di Martinsicuro”.

L’unica area che teoricamente può tirare un sospiro di sollievo è quella a nord di via Filzi: sono previsti infatti 4 milioni di fondi Cipe per realizzare intereventi anti-erosione come la creazione di vasconi.

“Se non cominciamo a mettere in cantiere opere strutturali - spiega l'assessore all'ambiente e demanio Massimo Vagnoni - difficilmente riusciremo ad arginare il fenomeno erosivo. Il ripascimento è un intervento tampone che a lungo andare lascia il tempo che trova”. (Gloria Caioni - corriereadriatico.it)

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