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In Nigeria, negli Stati di Katsina e Kano, è stato scoperto un ceppo di influeza aviaria sconosciuto ed altamente patogeno. I risultati delle analisi del laboratorio Fao di Roma non lasciano dubbi: «il nuovo ceppo del virus è geneticamente differente dai ceppi che sono circolati in Nigeria durante le crisi precedenti nel 2006 e 2007. Questo nuovo ceppo non era mai stato segnalato prima in Africa, è piuttosto simile a dei ceppi precedentemente identificati in Europa (Italia), in Asia (Afghanistan) e nel Medio Oriente (Iran) nel 2007».
Secondo
Scott Newman, coordinatore per la fauna al servizio per la salute animale
della Fao, «La scoperta di
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un nuovo ceppo di influenza aviaria in Africa
suscita gravi preoccupazioni, perché non sappiamo
ancora come sia stato introdotto nel continente.
Sembra improbabile che gli uccelli selvatici abbiano trasportato questo ceppo, l´ultima migrazione di questi uccelli dall´Europa e dall´Asia centrale verso l´Africa ha avuto luogo il settembre scorso, e per quel che riguarda l´anno in corso la migrazione verso sud e l´hinterland africano non è ancora cominciata. Potrebbe essere che il virus sia stato introdotto attraverso altri canali: il commercio internazionale, per esempio, o i movimenti illegali e non segnalati di volatili. Questo accresce il rischio di propagazione dell´influenza aviaria verso altri Paesi in Africa occidentale».
Secondo Joseph Domenech, veterinario capo della Fao, «L´incertezza sulla propagazione e la trasmissione del virus è una sfida maggiore per le campagne di lotta. Un controllo accresciuto è la chiave per sorvegliare da vicino la situazione e seguire le tracce del virus. La Fao apprezza enormemente la reazione della NIgeria che ha riportato e condiviso le informazioni relative a questo ceppo di virus».
L´influenza aviaria è comparsa 5 anni fa in Asia con il ceppo H5N1, poi si è diffusa in 60 Paesi che in grande maggioranza sono riusciti ad eliminarlo. In Nigeria la sua presenza è stata confermata nel 2006 e si è estesa in 25 Stati federali prima di essere circoscritta.
Domenech sottolinea che «Diversi Paesi sono riusciti a mettere il virus sotto controllo. Ma fino a che l´influenza aviaria resterà endemica in alcuni Paesi, la comunità internazionale deve dar prova della più grande vigilanza. Così come i Paesi minacciati che quelli colpiti devono mantenere un livello elevato di controllo». (greenreport.it)
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